La Mustera e il percorso naturale verso il cuore
In natura esistono processi che, se osservati con attenzione, sembrano raccontare molto più di ciò che appare.
La Mustera è uno di questi. Tutto inizia da un fiore.
Un fiore giallo, dalla forma particolare, armoniosa, quasi già completa in sé. È delicato, aperto, visibile. In quel momento non è ancora frutto, ma porta già in sé la promessa di ciò che diventerà.
Con il tempo, quel fiore si trasforma. Il frutto che nasce mantiene la stessa forma del fiore, come se non avesse dimenticato la sua origine. È più grande, più denso, più “pieno”. Ma ora è rivestito da una corazza verde, fatta di squame, una protezione spessa che lo isola dall’esterno.
È una fase di passaggio, di crescita, di apparente chiusura. In questo stadio la Mustera è tossica.
Non può essere mangiata, non è pronta. E non lo è perché non ha ancora completato il suo processo.
Poi accade qualcosa di straordinario. Quando il frutto è davvero maturo, non viene sbucciato dall’esterno. È lui stesso che si apre. La scorza si separa naturalmente, le squame si allontanano, come se la corazza non servisse più. Solo allora si rivela l’interno: morbido, profumato, estremamente dolce.
La Mustera dichiara da sola quando è pronta.
Una metafora dell’essere umano
Osservando questo processo, è difficile non riconoscere qualcosa di profondamente umano. Anche noi, come la Mustera, nasciamo “fiore”: aperti, sensibili, autentici.
Crescendo, però, costruiamo una corazza. Fatto di difese, ruoli, aspettative, paure, adattamenti. Una protezione necessaria, spesso, per attraversare la vita. Ma quella corazza, se resta troppo a lungo, diventa una distanza. Ci protegge, sì, ma ci separa dal nostro cuore.
La nostra vera maturazione non consiste nell’indurirci, ma nel lasciare andare ciò che non serve più.
Come il frutto, anche noi siamo chiamati — prima o poi — a spogliarci delle difese, non perché qualcuno ce lo imponga, ma perché arriva un momento in cui sentiamo che è possibile farlo. Ed è solo allora che possiamo entrare in contatto con ciò che siamo davvero: la nostra anima, la nostra parte più dolce, vera, vitale.
Il tempo giusto
C’è un altro insegnamento prezioso nella Mustera: se viene aperta troppo presto, è tossica.
Forzare i processi, in natura come nella vita, non porta beneficio. La crescita, la consapevolezza, la trasformazione hanno bisogno di tempo, ascolto, rispetto dei propri ritmi. Non possiamo essere “aperti” per dovere o per moda. Possiamo esserlo solo quando siamo pronti.
La Mustera non ha fretta. E quando è il momento, si apre da sola.
Forse anche per noi il vero percorso non è “rompere” la corazza, ma creare le condizioni perché, un giorno, non sia più necessaria.
E allora, come il frutto maturo, potremo finalmente offrire a noi stessi e al mondo la parte più autentica e nutriente di noi stessi.




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